Tempio crematorio: lettera del Sindaco ai cittadini Spinesi

07/01/2021  - 353 letture     Segreteria

Il municipio

Si allega la lettera del sindaco Luigi Poli rivolta ai cittadini spinesi sul tema del tempio crematorio.

Per ragioni di accessibilità si aggiunge qui sotto la trascrizione.

Gentilissime Concittadine, Gentilissimi Concittadini,

il clamore mediatico, che da alcuni giorni sta interessando la nostra comunità, relativamente alla possibile ed eventuale costruzione di un Tempio Crematorio presso il nostro cimitero, non solo, giustamente, pone interrogativi a Voi, ma sconcerta anche me. Ciò, in ragione dell'approssimazione e della superficialità, con cui viene affrontata, esaminata e, soprattutto, presentata l'iniziativa del Comune.

In conseguenza di questo approccio si rendono necessarie alcune precisazioni da parte mia, che cercherò di riassumere, per quanto sia possibile, in poche righe.

L'iniziativa del Comune trae origine da un dato inconfutabile: la richiesta di cremazioni sta aumentando in modo considerevole in tutto il territorio lombardo, oltre che presso la nostra collettività. Infatti, a Spino le richieste di cremazioni sono passate dal 15% del 2010 al 61% del 2019 e questa crescita sta interessando in modo più o meno simile tutti i comuni lombardi. Regione Lombardia, a fronte di questa tendenza, ha stimato che nei prossimi anni serviranno indicativamente tra n. 9 e n. 15 nuove linee di cremazione, per cui, lo scorso Luglio, ha deliberato un documento, nel quale chiede ai Comuni di manifestare, entro il 31 dicembre 2020, il loro interesse alla realizzazione di un Tempio Crematorio.

Noi Sindaci cremaschi, abbiamo valutato positivamente la possibilità di realizzare un impianto a servizio di tutto il territorio, per cui abbiamo conferito mandato alla società Consorzio.IT, che è la società dei comuni cremaschi, di attivarsi per elaborare uno studio di fattibilità. Tale studio ha evidenziato la possibilità di soddisfare i criteri richiesti da Regione Lombardia, realizzando un impianto in un comune dell'alto cremasco.

Lo scorso 13 ottobre mi viene chiesto se Spino è disponibile ad accettare la realizzazione del Tempio Crematorio presso il proprio cimitero, ovviamente senza costi per il Comune. Siamo in piena seconda ondata Covid-19 e, come ben noto, non è possibile organizzare assemblee o referendum in ragione delle vigenti misure restrittive. Inoltre, il nostro attuale regolamento in materia è risalente nel tempo e consentirebbe di effettuare una consultazione referendaria solo nella primavera del 2022.

Quindi, il tempo a disposizione è alquanto limitato, per cui decido di incontrare il capogruppo della minoranza consiliare ed i responsabili dei gruppi impegnati nelle realtà sociopolitiche presenti in pase, per divulgare l'informazione fra i cittadini, oltre che per conoscere i loro orientamenti e proponimenti. Da questi incontri, emerge la non contrarietà alla proposta, ma anche la richiesta di maggiori informazioni, per cui si riesce ad organizzare per il 25 novembre un secondo incontro, al quale partecipa, in videoconferenza, il Prof. Fabio Conti, Professore Ordinario di Ingegneria Sanitaria-Ambientale presso l'Università degli Studi dell'Insubria. Nella sua relazione, il Professore spiega cosa accade in un processo di cremazione e come, con le tecnologie attuali, vengono eliminati i vari inquinanti, assicurando che non c'è inquinamento né del suolo, né della falda e ciò che esce dal camino di fatto non altera le caratteristiche ambientali dell'aria.

Fra tutti i partecipanti a questo incontro, solo gli ambientalisti sollevano alcune contrarietà, per altro contro dedotte dal Prof. Conti, ma nessuno pubblicamente ha espresso un sentimento di avversità all'iniziativa. Conseguentemente, il giorno successivo ho manifestato la disponibilità di Spina d'Adda a portare avanti l'iniziativa proposta.

Passa un giorno ed esplode il fronte del no, che, con un accanimento tanto ingiustificato quanto incomprensibile, si arroga la figura del paladino difensore degli interessi veri o presunti degli Spinesi, ma credetemi, sarebbe bastato dire no qualche giorno prima ed oggi non saremmo qui a parlarne. Da questo atteggiamento, insorge un chiaro sospetto: probabilmente, i rappresentanti del futuro Fronte del No non hanno esternato immediatamente le loro reali intenzioni quando potevano e dovevano benissimo farlo nella sede istituzionale, per riservarsi di giocare "una partita politica" fondata sulla strumentalizzazione e non sull'analisi, seria e ponderata, dell'iniziativa e dei suoi obiettivi.

A questo punto, per onestà e per correttezza istituzionale, l'Amministrazione porta in consiglio comunale la proposta di deliberazione, avente ad oggetto l'istanza da presentare in Regione Lombardia. L'atteggiamento di correttezza ed attenzione, che da sempre connota la nostra Amministrazione, si evidenzia anche da un altro importante elemento: il gruppo di maggioranza non ha solo presentato, in sede consiliare, la predetta proposta deliberativa, ma ha anche presentato una mozione, che vincola il Sindaco e la Giunta ad indire un referendum popolare prima di assumere qualsiasi decisione, mozione che è stata approvata anche con il voto della minoranza consiliare.

Con tale voto, la minoranza ha riconosciuto l'indiscussa validità del percorso decisionale intrapreso dall'Amministrazione. Di ciò ne do atto alla minoranza, ma temo che tale atteggiamento rimanga un fatto isolato e si preferisca, purtroppo, imboccare la maldestra strada della facile strumentalizzazione.

Cosa succederà adesso?

Sicuramente niente che non sarà voluto dagli Spinesi. Se Regione Lombardia non accoglierà l'istanza del Comune di Spina d'Adda, tutto si concluderà con un nulla di fatto. Viceversa, se la nostra istanza sarà accolta, allora tutti i cittadini saranno invitati ad esprimere la loro volontà attraverso un referendum e ciò che uscirà dalle urne sarà ciò che farà l'Amministrazione comunale.

Come ogni attività dell'uomo, anche questa porta con sé un rapporto costo benefici per l'ambiente e per le persone che vi abitano.

La vera domanda che dobbiamo porci è la seguente: sappiamo valutare questo rapporto alla luce delle conoscenze della scienza o emettiamo giudizi motivati da altri interessi? Se questa attività fosse così deleteria, così come qualcuno frettolosamente la presenta, come mai pur essendo sempre più richiesta, anche dagli Spinesi, nessuno fino ad oggi ha mai lanciato un grido d'allarme? Forse perché è accettabile a casa d'altri, ma è nefasta a casa propria? Non oso pensarlo, ma se così fosse, allora il senso civico avrebbe veramente toccato il fondo e la presunta difesa ambientalista apparirebbe inevitabilmente poco credibile, oltre che scarsamente fondata.

Concludo rassicurando nuovamente tutti, se ci sarà un seguito per questa attività, sappiate che non si farà nulla senza il vostro esplicito consenso. Con la speranza che l'anno appena passato, attraversato da molte difficoltà e da pesanti sofferenze ma anche da tanta generosità, ci aiuti a costruire una società più solidale e fraterna, ove non si smarrisca la lucidità ed il senso di umanità, che devono contraddistinguere ogni civile comunità.

Cordialmente.

Auguro a ciascuno di voi Sereno Anno Nuovo.

Luigi Poli.

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