Il porto e il ponte di Spino-Bisnate

Il porto

Fin dal 1500 e sino all'epoca napoleonica esisteva sul fiume Adda tra Spino e Bisnate un piccolo porto detto Volante costituito da due imbarcazioni affiancate tra loro, legate con una corda a due pontili, posti sulle sponde opposte. Questo era, oltre alle singole imbarcazioni private, l'unico modo possibile per oltrepassare il fiume.

Il ponte

Estratto delle mappe catastali del 1868 con la "Strada del Porto"
Estratto delle mappe catastali del 1868 con la "Strada del Porto".
Estratto delle mappe catastali del 1891 con il ponte
Estratto delle mappe catastali del 1891 con il ponte.

Varie cause portarono nell'ottocento alla decisione di costruire un passaggio più sicuro, presa sia da parte dell'erario, convinto di sospendere i continui finanziamenti per il mantenimento del vecchio porto, sia da parte di privati possessori di terreni oltre l'Adda ma in comune di Spino. Inoltre i comuni cremaschi vedevano in questo manufatto la possibilità di avvicinarsi più agevolmente a Milano, raggiungibile altrimenti solo attraverso Lodi e Cassano d'Adda, per lo più con il pagamento di un pedaggio.

Nel 1847 si diede il via ai lavori per la costruzione di un ponte di legno: il passaggio delle merci divenne così più semplice, diminuì la distanza tra Milano e il cremasco e nacquero rivendite di alcolici ed alimentari nei pressi. Non tutti però videro di buon occhio la costruzione di questo manufatto: i cittadini di molti paesi limitrofi dovettero sobbarcarsi il peso della costruzione del ponte (una tassazione forzata).

Dopo il 1848 il ponte assunse importanza strategica: gli austriaci scacciati da Milano percorsero la strada per il ponte di Bisnate per dirigersi verso il Quadrilatero dove si sarebbero asserragliati per ricomporre il loro esercito. Il ponte fu utilizzato dagli stessi austriaci nell'agosto dello stesso anno per riconquistare Milano.

Nel 1850 la provincia di Lodi-Crema, visti gli alti costi di manutenzione, consegnò il ponte ad un consorzio di comuni con il compito della conservazione della struttura.

Nel 1859 gli austriaci in ritirata, dopo la battaglia combattuta a Melegnano, lo distrussero facendolo saltare o bruciandolo.

Grazie ad una legge governativa del 1882, che finanziava per metà dell'importo la sistemazione di importanti opere viarie, le province di Cremona e Milano avviarono l'iter di riqualificazione della strada Crema-Paullo che fu allargata fino ad otto metri (anche in previsione dell'allestimento di una tranvia, mai realizzata) e fu costruito il nuovo ponte sull'Adda, in cotto e lungo 154 metri. Costò 351.538,41 lire e fu inaugurato nel 1896. Tale ponte negli anni Sessanta del XX secolo divenne asse portante per attraversare l'Adda nell'ampio progetto che le province di Cremona e Milano stavano attuando in quegli anni, ossia la realizzazione di una "direttissima" tra Cremona e Milano; pochi anni dopo la strada divenne di competenza statale e affidata all'ANAS che la identificò con il numero 415 e la denominò "Paullese".

Nel 1981 il ponte ebbe un cedimento, evento che obbligò alla temporanea chiusura della Paullese con i prevedibili conseguenti disagi; vennero attuati interventi di emergenza, come le iniezioni di cemento ai basamenti, ma fu subito chiaro che la struttura era malandata e, soprattutto, inadeguata ai flussi di traffico sempre più crescenti, da cui l'idea di costruirne uno nuovo.

Il progetto esecutivo del nuovo ponte fu approntato l'anno successivo, ma nel frattempo proseguirono altri necessari interventi all'ormai secolare costruzione in cotto. I lavori per la nuova struttura furono appaltati nel gennaio 1983 e terminati nella primavera del 1985. Il 24 aprile di quell'anno fu aperto ufficialmente il nuovo collegamento tra le due sponde mentre il vecchio ponte fu abbandonato ma è tuttora integro e resiste al tempo.

Nel ciclo di interventi di raddoppio della ex statale Paullese, che prevedono il raddoppio del nuovo ponte, sono previsti interventi di ristrutturazione del ponte ottocentesco per renderlo fruibile alla mobilità dolce.

Bibliografia

  • Pizzi-Gallarati, Spino d'Adda mostra e rievocazione, quaderno della mostra a cura di P. Pizzi.
  • S.L., A Spino per il cedimento di un pilone chiuso al traffico il ponte sull'Adda, in La Provincia, sabato 4 luglio 1981.
  • Articolo non firmato, Ponte di Spino, nessuna previsione, in La Provincia, mercoledì 21 ottobre 1981.
  • Articolo non firmato, Oggi collaudo del ponte di Spino (e si pensa già a quello militare), in La Provincia, mercoledì 28 ottobre 1981.
  • Articolo non firmato, Nuovi interventi al manufatto del ponte di Spino, in La Provincia, venerdì 5 febbraio 1982.
  • Articolo non firmato, Nicolazzi annuncia: «quasi 5 miliardi per il nuovo ponte di Spino d'Adda», in La Provincia, martedì 29 giugno 1982.
  • Articolo non firmato, Appaltati dall'ANAS i lavori per il ponte di Spino d'Adda, in La Provincia, sabato 8 gennaio 1983.
  • Articolo non firmato, Aperto il nuovo ponte di Spino, in La Provincia, mercoledì 24 aprile 1985.
  • Alessandro Parati, L'avvento dei mezzi di trasporto e di comunicazione moderni nella provincia lombarda: Crema e circondario da fine Ottocento alla Grande Guerra, Leva Artigrafiche, 2007.
 Ultimo aggiornamento: 17/05/2019
Il ponte in un'immagine del 1960
Il ponte, da una foto pubblicata sul quotidiano «La Provincia» di domenica 24 luglio 1960.
I due ponti
I due ponti.

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